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Le abat-jour di Valentina, mompreneur a Parigi !

29 aprile 2016
Mi ha accolto nella sua bella casa nel sedicesimo arrondissement, Valentina, con il sorriso sulle labbra e l’aria stravolta di chi ha appena raccolto tutte le pentole che il cucciolo di casa, in fase ancora quadrupede, aveva simpaticamente tirato fuori dai cassetti della cucina.
Ma il sorriso, quello, non glielo toglie nessuno, perché Valentina é fatta così, energia pura, e perché a Parigi ci sta troppo bene, fin da quell’estate del 2011 quando, neosposina, ha deciso di lasciare Milano e il suo lavoro di PR per seguire suo marito in questa bella avventura di espatriazione parigina.
Ed ecco che, come spesso capita, quest’opportunità di vita all’estero si é trasformata nel più grande degli stimoli: re-inventarsi, dedicandosi per la prima volta a quelle passioni rimaste sopite e impolverate sotto troppi anni di lavoro d’ufficio.
Un atelier di cucito la soluzione che Valentina decide di esplorare per studiare il francese, conoscere persone nuove e, allo stesso tempo, imparare un’arte che da sempre rappresenta il suo sogno.
“Guardandomi intorno in poco tempo mi sono accorta di avere solo l’imbarazzo della scelta: atelier di couture, broderie (ricamo), tricot (lavoro a maglia), abat-jour, tapisserie (tappezzeria), fiori di carta, poterie (ceramica), cake design, patisserie (pasticceria). Ero finita nella città giusta per dare sfogo finalmente alle mie inclinazioni artistiche!
Ma quello che più mi ha sorpreso é stato conoscere le mie compagne di corso: non tutte vecchiette, come mi aspettavo e come sarebbe successo a Milano o a Torino, ma ragazze, giovani, della mia età, espatriate o parigine, un bell’ambiente di cui mi porto ancora dietro amicizie e contatti.  E lo sai qual é stato il regalo più venduto in Francia nel Natale 2011? La macchina da cucire!”
In effetti, nell’agenda degli eventi parigini, al cucito e, più in generale, al savoir faire in tutti gli ambiti artigianali-artistici, sono dedicati atelier per bambini e saloni importanti e frequentati da visitatori provenienti da tutto il mondo, come il prossimo Salon Créations & Savoir Faire, appuntamento irrinunciabile dal 5 al 8 maggio e dal 16 al 20 novembre, o L’aiguille en fête, di nuovo a Parigi dal 2 al 5 febbraio 2017, veri e propri paradisi per tutti gli appassionati di ago, filo e creatività.
E così, dopo aver confezionato decine di accessori, abiti e abitini per sé, per i propri bimbi e per tutte le amiche (quelle negate, come me, persino ad attaccare un bottone), Valentina si é lanciata in una nuova avventura, la creazione di abat-jour, lavoro artigianale di grande complessità e raffinatezza in via di estinzione, soprattutto in Italia.
Con la standardizzazione che ha preso il sopravvento, sono rimasti in pochi a dedicarsi ancora alla creazione artigianale delle abat-jour, anche perché ogni pezzo richiede ore e ore di lavoro, tecnica e precisione, e il prezzo finale di un prodotto di tale qualità non può certo essere paragonato a quello che si trova da Ikea o Habitat. 
Tuttavia, per fortuna, il mercato esiste ancora. Ci sono tante persone disposte a pagare qualcosa in più per avere un prodotto confezionato su misura, un pezzo unico fatto con materiali di pregio, resistenti e raffinati.”
Dovunque vada Valentina torna a casa con scampoli di tessuti, passamanerie, carta da pacchi o tovagliette dei ristoranti…tutto può essere utilizzato in modo creativo, basta avere l’ispirazione!
E’ quello che le é successo un giorno, seduta al Café de Flore, mitico bar parigino ai piedi di Saint Germain. La tovaglietta di carta su cui poggiava la sua tazzina era talmente bella (d’altronde il disegno é firmato Sempé, uno dei più conosciuti illustratori francesi) che Valentina decide di portarsela a casa e creare un pezzo unico che forse é uno dei più belli della sua collezione di paralumi…e chissà che un giorno il Café de Flore non decida di affidarle la produzione di abat-jour per l’intero locale!
E che dire delle creazioni per le camerette dei bambini? Una carta da pacco con gli orsetti che, sapientemente plissettata, é diventata una simpaticissima abat-jour o, ancora, una semplice passamaneria di Pierre Lapin che arricchisce un paralume facendolo diventare una dolce veilleuse.
E tanto altro. Basta contattarla a questo indirizzo abatjourvalentina@gmail.com ed esprimerle il vostro desiderio; tutto é personalizzabile e su preventivo.
E per finire, la classica domanda che facciamo ad ogni mamma espatriata:
Quando torni da un viaggio in Italia la tua valigia é piena di…?
“Beh, l’immancabile parmigiano, la pastina Mellin per i marmocchi, i biscotti del Mulino Bianco e le mitiche Gocciole…Oltre naturalmente a una valigia in più piena di tessuti!”
In bocca al lupo!
By La Blonde

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