RIFLETTIAMO!

I diritti negati dell’infanzia

19 giugno 2017
Camminavamo insieme in un caldo martedì sera d’inizio estate.
Parigi in questo periodo si rivela in tutto il suo charme, i dehors dei ristoranti brulicano di persone dall’aria felice e spensierata, i vestiti corti svolazzano e i bicchieri di vetro colmi di freddo vin rosé picchiettano l’uno contro l’altro in brindisi che rintoccano l’inizio della stagione più attesa dell’anno.
Anche noi eravamo così, felici e spensierate, tornando a casa dopo una giornata piena e intensa. La scuola era finita ma F. e L. sono bambine fortunate e, invece di stare a casa, frequentavano tutto il giorno un campus estivo, sperimentando diversi sport all’aria aperta tra ateliers di giardinaggio, yoga, magia e gite in fattoria.
(Perché i bambini hanno diritto al gioco, allo sport, alla scoperta)
Quel giorno, dopo la scuola estiva le avevo portate a incontrare una scrittrice francese di libri per l’infanzia, conosciuta per caso poche settimane prima. Sedute al tavolo della sua grande cucina, avevamo trascorso il pomeriggio sfogliando decine dei suoi libri e sentendo, dalla sua viva voce, come nascono le idee, come si sviluppa il lavoro di stesura di un libro, come interviene un editore nel progetto e altre cose curiose che catalizzavano l’attenzione di queste due nanerottole.
(Perché i bambini hanno diritto alla cultura, all’educazione e all’istruzione)
Ci incamminavamo, poi, verso casa di amici per una cena di saluti prima delle vacanze. L’atmosfera era festosa, i bambini giocavano a nascondino e noi mamme ci godevamo un po’ di chiacchiere e relax.
(Perché i bambini hanno diritto alla socializzazione e a vivere la loro infanzia)
F. e L. camminavano spensierate in quel caldo martedì sera d’inizio estate sulla strada verso casa, credendo, forse, che la vita di tutti i bambini del mondo sia uguale alla loro.
Per proteggerli spesso non raccontiamo ai nostri figli tutto quello che succede nel mondo, sperando che il più a lungo possibile mantengano uno spirito spensierato e uno sguardo fiducioso su ciò che li circonda.
Ma lì, sul marciapiede sul quale stavano camminando, una famiglia con due fratellini della loro età sdraiati per terra su materassi e coperte di fortuna catturava la loro attenzione. Per la prima volta mi bersagliavano di domande.
Hanno deciso loro di essere poveri, mamma?” “Davvero non vanno a scuola??” “E dove si lavano? Dove dormono?” “Perché nessuno li ospita?”
Quella sera raccontavo loro la verità. Quella che onlus come Action Aid cercano di combattere tutti i giorni.
Il 12 giugno é stata la Giornata Mondiale contro il lavoro minorile.
Milioni di bambini in tutto il mondo a causa di povertà, fame e servizi di base inesistenti, vedono negarsi uno dei loro diritti fondamentali, quello all’infanzia. Le zone maggiormente colpite da questo fenomeno sono i Paesi in via di sviluppo: 78 milioni in Asia e nel Pacifico. Oltre 59 milioni nell’Africa Subsahariana. 13 milioni in America Latina e nei Caraibi. Oltre 9,2 milioni in Medio Oriente e Nord Africa.
In tenera età i bambini dovrebbero giocare con gli amici, studiare, cominciare a scoprire il mondo. Invece 168 milioni sono vittime di sfruttamento minorile in diversi settori. L’Agricoltura è il settore che presenta la maggiore concentrazione di lavoro minorile con 98 milioni di bambini coinvolti; 54 milioni sono impiegati nei Servizi; 12 milioni nell’Industria; 10,5 milioni nel Lavoro Domestico; circa 85 milioni in lavori pericolosi che provocano malattie, disabilità e mettono a repentaglio la vita.
Non è solo un problema di salute. Il lavoro minorile spezza le ali ai sogni dei bambini, allontanandoli dalla possibilità di crearsi un futuro migliore. Sono 22 mila i minori che ogni anno muoiono sul posto di lavoro e 59 milioni coloro cui è negato il diritto allo studio. Come mostra infografica, solo in India i bambini fino a 18 anni rappresentano il 5% della forza lavoro totale e quelli fino a 14 anni il 2,1%, In questo Paese, come in molti altri, la Onlus porta avanti una delicata attività nei confronti della società e delle istituzioni per arginare i fenomeni di sfruttamento economico dei minori in qualsiasi forma ed evitare la legittimazione sociale del lavoro minorile.
ActionAid lavora in 45 Paesi nel sud del mondo, per creare cambiamenti che durino nel tempo e tengano conto delle esigenze delle popolazioni locali, con l’obbiettivo di garantire il rispetto dei diritti fondamentali. Sono 800 i progetti seguiti, 129.190 i bambini aiutati, 47,8 milioni di euro i fondi totali raccolti nel 2015.
Quella sera, tra un dehors e l’altro, tra i brindisi indifferenti e spensierati della gente, le mie figlie conoscevano per la prima volta l’emarginazione, la leggevano negli occhi di quei due loro coetanei che, in un mondo normale, avrebbero dovuto essere al campo estivo con loro.
F. e L. sono bambine fortunate perché esercitano i loro diritti.
By La Blonde

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