Baby beauty routine alla francese!

7 giugno 2015

Vorrei fare due premesse a questo post.
La prima è che non si tratta di un post sponsorizzato (quando capiterà, sarà annunciato in modo esplicito).
La seconda è che è un post paraculo, cioè di quelli che a me personalmente piace molto leggere. Voi direte: e chissene della beauty routine del sederino di tua figlia. E in effetti se la vostra reazione spontanea è questa, siete persone normali, con una vita appassionante e vi capirei se chiudeste subito la pagina. Se invece come me siete ossessionate da prodotti e prodottini, e vi interessa anche la beauty routine del cane della blogger della sperduta campagna moldava, allora accomodatevi.

Non sapendomi dare un ordine, comincerò dalle parti del corpo! Allora, in primis il famigerato culetto. Les fesses in img_5299francese. Per la prima creatura avevo provato mille e più creme e latti detergenti. A questo secondo giro, presa da voglia di minimalismo, sono riuscita a moderarmi. I primi mesi ho comprato un bottiglione di acqua micellare della Klorane, l’unico con un erogatore che ti consente di schiacciare con una sola mano e imbevere (imbevere?! non pensavo avrei mai utilizzato questa parola…) direttamente il cotone. Lo svuotavo del prodotto, che tenevo per me per struccarmi, e lo riempivo di semplicissima, buona, vecchia cara acqua.

Se c’era arrossamento, passavo al liniment calcaire della Carrefour, un mix di olio e idrossido di calce, che è delicatissimo e idrata bene. Adesso (8 mesi) vai di tante belle e brave salviettine che sono probabilmente responsabili della deforestazione e della fame del mondo, ma quanto sono comode. Uso quelle della Mixa o della Biolane, in genere quelle che hanno il coperchietto rigido, perché quello di plastica trasparente si stacca dopo due secondi oppure si riempie di peli del gatto/polvere/sabbia orribili.

In caso di rossori o piaghette, alterno due creme Bepanthen (la cugina del nostro mitico Penaten) e la Cicaplast B5 della Roche Posay. Quest’ultima la uso anche come crema tutto fare per la famiglia, per esempio quando io ho il raffreddore e il naso sta per cadermi, o quando la creatura grande ha una cicatrice di un graffio o caduta, per farla assorbire bene e farla scomparire (anche perché creatura grande che è di norma super prudente, se si fa male, è sempre in FACCIA. Quindi se non intervengo subito e bene chi la sente poi a 16 anni…). Mi trovo bene anche con l’Eryteal sempre della Klorane, anche se non è abbastanza “pastosa” per me.

Quando devo lavarle la faccetta, uso la fisiologica o un’ eau de toilette, amo molto quella della Biolane (per la sua profumazione (notare il linguaggio da beauty blogger de no’artri). In generale mi trovo molto bene con i prodotti Biolane, un marchio francese creato 40 anni fa da un farmacista, il Dr Chabrand. È semplice, senza fronzoli, non troppo caro, e molto delicato.

xeracalm-balsamoLa creatura, come sua sorella, ha una pelle di luna con un po’ di eritema perenne: ha spessissimo delle placchette accanto alle orecchie e sui gomiti. Vai a sapere perché. In ogni caso, l’unica crema che le fa proprio andare via è il cortisone (che metto proprio in così estremi e in minima quantità), altrimenti uso la Xera-calm D della Avène che è ottima, anche se non è della linea baby. Anche Avene è una casa eccezionale, ed è un must qui in Francia per tutte le pelli delicate o con problemi di eczemi etc. È una di quelle maison che nascono da una fonte termale, dal paesino di Avène, nel Languedoc-Roussillon. Lì, esiste anche il centro di cura Avène, che offre anche un programma incredibile per la riabilitazione e cura delle persone che hanno subito ustioni, o hanno cicatrici estese, o ancora persone in convalescenza oncologica.

Ma torniamo alle cose futili. Per il bagno, ho sperimentato un po’ di latti detergenti, shampoo e saponi vari ma alla fine volente o nolente ho dovuto scegliere un prodotto della Mustela, della linea Stelatopia, che è ottimo per le pelli delicate e a rischio eczema. Della Stelatopia ho usato anche un pochino la crema viso. Ma onestamente, nonostante la mia chiara dipendenza da prodotti, packaging e cavolate varie, non sono ancora riuscita a dare un senso alla crema viso per i bebè. Innanzitutto perché parliamo di 3-4 cm2 di pelle, non saprei neanche dove spalmarla la crema. E poi perché questa bella pelle grassoccia liscia liscia che hanno, non sembra aver bisogno di nulla. Mi dichiaro quindi fiera di resistere almeno a questo bisogno indotto dalla pubblicità,.

le-coffret-3-savons-de-bonpointCosì come non ho mai messo una goccia di profumo alle mie bimbe, mi sembra impossibile coprire quel loro odore primitivo e viscerale, nato per dialogare con il mio olfatto…Ma riconosco che ci sono profumi che fanno sognare come quello di Bonpoint, mitico in Francia. Basta guardarne il packaging ed è subito culle a balze, parquet che scricchiolano e culottes di lana tricotées.

Per via di questa famosa pelle ultra sensibile, uso e abuso di creme solari indice mille per entrambe le creature, anche perché ormai mi sono abituata al nuvoloso clima nordico e quando esce un raggio di sole mi sembra che possa polverizzare l’incarnato delle pupe in tre secondi. Le ho provate un po’ tutte, Mustela, Avène, Bioderma, Klorane, e confesso di non avere una preferita per la composizione. Ultimamente però ho scoperto con piacere il formato mini della Mustela (chi fra di voi ha già terminato un tubo intero di crema solare alzi la mano che la iscriviamo al Guinness), comodissima da portare sempre in borsa. Dall’anno scorso, lo fa anche la Nivea però solo con protezione 30.

L’ultimo indispensabile se come me avete bimbi con la crosta lattea ad oltranza è…un pettine! Le ho provate veramente tutte, gel, crème, shampoo. Più ne mettevo, più la malefica crosta si moltiplicava. Alla fine, una capatina in Italia e voilà che ti trovo la pettinella della Chicco. Un bagnetto, acqua in testa, cinque passate delicate e addio crosta!

 

By La Brune tete_01

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