BOLOGNA RIFLETTIAMO!

Dimmi se é facile vivere da expat…

15 gennaio 2018

3 città in 5 anni: é un bel ritmo direi.

Ritmo mentale. Ritmo psicologico. Ritmo fisico.
(Ci vuole un fisico bestiale, direbbe qualcuno)
Il cervello di chi vive così – disposto a cambiare frequentemente città per lavoro – deve per forza sviluppare una notevole capacità di adattamento e flessibilità e deve soprattutto imparare a convivere con l’ansia senza farsi sopraffare.
Facile? NO, difficilissimo!
Se ci penso bene, é da 6 anni che ogni benedetto gennaio predispongo ed invio complicatissimi moduli di iscrizione contemporaneamente a un paio di scuole in un paio di città differenti perché….non si sa mai dove saremo a settembre e vuoi mai che le tue creature non abbiano accesso al meglio?!?!
I miei moduli sono arrivati a Belluno, Milano, Parigi, Amsterdam, L’Aia, Bologna e persino in California!
I siti di ricerca case sono diventati i miei migliori amici (tant’é che ne ho fatto un lavoro!).
Conosco i prezzi degli affitti di molte città europee meglio di quelli dei prodotti del supermercato sotto casa.

Ho convissuto per mesi e mesi con l’incertezza del “dove, come e quando”, in una perenne dicotomia tra il desiderio di vivere appieno il presente e la testa sempre un pochino altrove.

Il tutto condito dall’abilità di non far trapelare nessuna insicurezza ai tuoi bambini.
Ma per fortuna la natura ci aiuta e i bambini hanno quella capacità incredibile e innata di stare nell’hic et nunc molto più facilmente di noi grandi.

girovaghi ed expat in giro per il mondo

Qualche settimana fa sono andata dal medico per delle fastidiose cefalee (forse un pochino di stress comincia a bussare alla porta?!) ed ho scoperto che il mio cervello, come tutti i cervelli predisposti alle cefalee, avrebbe bisogno di una vita assolutamente routinaria e noiosa!
Insomma, povera testolina mia, credo di averti fatto fare i giri sulle montagne russe in questi ultimi anni!
Un sogno o un incubo questa vita da expat?

Fino a quando sei disposto a farla é una vita meravigliosa perché scandita da continue scosse di adrenalina. Elettrizzante, eccitante e molto pericolosa perché, come una droga, potremmo non riuscire più a farne a meno. Ci lamentiamo della sua instabilità ma allo stesso tempo ci accorgiamo di esserne terribilmente affascinati.

Nuovi amici, nuove case, nuove scuole, nuove vie, nuove lingue, nuovi usi, nuovi incontri. NUOVO. Tutto é sempre pazzescamente nuovo. La noia questa sconosciuta. Certo, bisogna esserci anche un po’ portati, altrimenti dopo un po’ si va in tilt!
Per quanto mi riguarda, dopo i 6 anni più intensi e incredibili della mia vita, ricomincio a sentire il desiderio di mettere radici, di fare progetti per un periodo più lungo di un anno, di riprendere certe routines che nella loro noia a me appaiono affascinantissime, di dare alle mie figlie la possibilità di coltivare amicizie più durature nel tempo e nella continuità.
E voi come la vivete la vostra esperienza di expat? Quali stratagemmi avete inventato per riuscire a vivere al 100% il presente senza pensare già alla tappa successiva?
By La Blonde

 

 

 

 

 

 

 

 

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