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Esercizi di meraviglia !

8 febbraio 2016
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“Una madre e un figlio si avvicinano l’una all’altro, fino a che le punte dei nasi si toccano. Si guardano, come civette, e iniziano a giocare.
Cosa c’é in fondo ai miei occhi? – chiede il bambino.
Non vedo niente – risponde lei.”
Vittoria Baruffaldi é una giovane professoressa di filosofia torinese e una promettente scrittrice. Una di quelle nuove autrici che adoro scoprire, di quelle che sono partite da un blog (www.lafilosofiasecondobabyp) ed hanno coniugato una passione forte – nel suo caso la filosofia – con la scrittura. Una di quelle che ha la freschezza del primo libro e la maturità di un’intera collana!
Si, perché Vittoria non ci racconta di una normale esperienza di maternità; lei ci costringe a fare uno sforzo, ci costringe a fare Esercizi di meraviglia.

esercizi di meraviglia 3

Qualche giorno fa su facebook in tanti ne parlavano, un saggio filosofico sulla maternità, leggero, emozionante, scritto da una giovane mamma, amica di amici: così ho preso il mio Kindle e mi ci sono tuffata.
Una bella lettura da suggerire alle nostre lettrici-mamme, mi sono detta, con un taglio originale e del tutto diverso dai soliti saggi sulla maternità di cui ne abbiamo fin sopra i capelli! (e poi quanto é comodo per noi mamme expat scaricare i libri in italiano sul kindle? una rivoluzione!!)
Non vi nascondo che inizialmente mi sono sentita alquanto arrugginita. Mi dicevo “eppure la filosofia era il mio forte al liceo”, ed ora certi passaggi dovevo rileggerli tre volte per non perdere il filo.
Ma é questione di pagine, piano piano le rotelline sembrano oliarsi sempre di più e improvvisamente si comincia ad entrare, sottilmente, nell’universo di Vittoria, fatto di continui parallelismi tra i grandi filosofi come Talete, Aristotele, Platone, Pitagora, Rousseau, Kant, solo per citarne alcuni, e i piccoli grandi filosofi che abitano con noi e ci circondano con il loro stupore e le loro domande metafisiche tutti i giorni, i nostri figli.
La filosofia e i bambini si domandano la stessa cosa: perché?
In comune hanno la meraviglia.
“La meraviglia è l’aspetto luminoso del dubbio: si sofferma sulle cose come se le vedesse per la prima volta, e s’interroga sul loro significato” dice Vittoria.
La meraviglia dei nostri bambini ci sconquassa, ci obbliga a fare degli sforzi, a capovolgere le certezze, ci affatica ma ci nobilita, riportandoci alle origini del pensiero, al nocciolo delle cose, alla verità primordiale.
Leggere il libro di Vittoria mi ha risvegliato, fin dalle prime pagine, due pensieri.
Uno é quella bellissima poesia di un pediatra ed educatore polacco che descrive questa fatica come un’impresa eroica in cui vale la pena impegnarsi, anche quando non è affatto facile.
Si chiama “Dite” di Janusz Korczak, probabilmente la conoscete, ma é sempre bello sentirla.
Dite:
è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi,inclinarsi,curvarsi,farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.”
L’altro riguarda la mia personalissima “rivelazione filosofica”, risalente ai primi mesi di vita della mia prima figlia.
Mentre mi imbevevo di ogni suo più piccolo progresso, di ogni sua minima scoperta, di ogni nuovo gesto delle sue manine e del barlume nei suoi occhioni grandi (perché, come dice Vittoria, “i bambini hanno degli occhi più grandi del normale, non vedono cose diverse, le vedono meglio, le girano e rigirano per osservarne ogni lato, dietro, sotto, di sghimbescio“), comprendevo una piccola grande verità, cui mai avevo avuto modo di pensare prima di quel momento: ero una persona fortunata, anzi, direi più miracolata, perché grazie a questa nuova creatura cui, altrettanto miracolosamente, avevo dato vita, avevo la possibilità di rinascere un’altra volta. Mi veniva offerta una nuova vita. Attraverso di lei avevo l’incredibile chance di rivivere lo stupore delle piccole cose, la magia delle prime conquiste, la bellezza dell’essenza stessa della vita, di riprovare quei sentimenti primordiali, ormai sepolti sotto strati di esperienza.
Con questo bellissimo libro Vittoria dà una scossa a tutti noi genitori presi dalla frenesia del quotidiano, a noi che spesso (e del tutto umanamente) ci troviamo a liquidare le continue domande dei nostri figli con uno sbrigativo “non lo so”, “dai, smettila di fare domande!”.
Ci ricorda la grande possibilità che abbiamo nell’essere genitori, invitandoci a fare esercizi di meraviglia con i nostri bambini, per tornare anche noi ad avere quegli occhi grandi sul mondo, a togliere quella patina di disincanto che vela il nostro sguardo e ad imparare ad essere non solo maestri di vita ma anche allievi dei nostri stessi figli.
Ho sempre pensato alle mie figlie come a delle compagne di viaggio e da oggi, grazie a Vittoria, ne ho una consapevolezza ancora più profonda.COP_Baruffaldi_Esercizi_di_meraviglia.indd
“Una madre e un figlio si avvicinano l’uno all’altro, fino a che le punte dei nasi si toccano. Si guardano, come civette, e iniziano a giocare.
– Cosa c’é in fondo ai miei occhi? – chiede il bambino.
– I battiti del cuore degli adulti, aritmici, come lucine del luna park, una accesa una spenta, una accesa una spenta; e poi ci sono supereroi metafisici, tramonti di lustrini verdi e gialli e blu, storie fantastiche con draghi viola e balene fantasma e anche la maglietta col leone che ruggisce – risponde lei.”
Esercizi di meraviglia” ed. Einaudi, é in libreria dal 2 febbraio ed é disponibile anche su Kindle!
By La Blonde

La Blonde

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