I must delle mamme francesi: Petit Bateau

20 febbraio 2016
Ci sono oggetti o prodotti, che benché rimangano nel rango delle cose e del materiale, sono capaci di portare in sé una carica emotiva enorme. Soprattutto se legati all’infanzia, al momento unico e irripetibile in cui siamo bambini, e viviamo il mondo come un’avventura meravigliosa. Oggetti che in un secondo, anche a distanza di tantissimi anni, sono capaci di rituffarci in quell’atmosfera, in quei giorni magici. Le famose scarpine Chicco, il telefono della Fisher Price, le sorpresine della Mulino Bianco, la crema Nivea. Ognuno ha i suoi feticci, io li chiamo così. I suoi miti, i suoi oggetti culto. E ogni Paese ovviamente ha i suoi.
c8ef8fff016d42c6ac38b32fda33f1c2Dopo 15 anni di vita parigina, e quasi 6 da mamma qui, ho imparato a conoscere anche quelli francesi e a farli miei. Con questa rubrica cominciamo quindi una sorta di Best of dei brand francesi considerati come classici, indemodabili, regressivi quel tanto che basta per diventare i must dalle mamme da questa parte delle Alpi. E per cominciare, c’é solo un modo: con il re dei classici, Petit Bateau.
Credo che ogni abitante della Francia degli ultimi (quasi) 130 anni abbia portato da bambino un paio di mutande Petit Bateau. O una canotta, sì la famosa maglia della salute. O un impermeabile giallo. O una qualsiasi cosa dal cotone morbidissimo e a righe bianche e blu che caratterizza questa storica marca francese. Nata nel 1893 a Troyes, dall’idea di Pierre Valton di tagliare i caleçons dei ragazzini per farne la famosa culotte, la marca ha saputo creare un universo poetico e divertente, unico ma universale. Pur mantenendo la coerenza e la costanza della qualità. Giuro, non faccio nessuna pubblicità a pagamento quando dico che TUTTI i body, pigiami e vestiti di Petit Bateau che avevo comprato, usato e lavato (parecchio) per la mia prima nanetta, erano ancora perfetti 4 anni dopo, e hanno fatto un secondo giro favoloso con nanetta due. Se avessi la pazzia  voglia di un terzo figlio, potrebbero tranquillamente fare un altro round, perché sono ancora perfetti.
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Make My Lemonade

Il cotone di jersey naturale, che non scolora. Le forme sempre le stesse, i colori pastello e allegri, i modelli pratici, resistenti pur essendo belli, eleganti e di moda (nonostante la moda cambi in continuazione): questi sono i segreti di Petit Bateau. I body sono assolutamente i più comodi al mondo per una neo-mamma. Creati negli anni 50 ispirandosi dalle magliette dei militari, che se le sfilavano senza togliersi l’elmetto, sono elastici quel che basta per non stritolare le creature, hanno i bottoni davanti in versione 0-3 mesi,  l’allacciatura laterale per non dare fastidio, i bordi morbidi e le cuciture piatte per non sfregare la pelle delicata dei piccolissimi. Sono perfetti. E lo stesso vale per le mutande, le canotte e le magliette. Certo i prezzi di Petit Bateau sono quelli di un brand di gamma medio-alta, e una mutanda può costare anche 10 €, ma saranno spesi benissimo visto il numero di chiappe che accoglieranno!!
I must Petit Bateau? La giacca a vento gialla, la marinière e il caban, il giaccone da marinaio bretone, la linea intima, gli stivali da pioggia, Non c’é mamma francese che non abbia una di queste cose, e a volte, anche quelli che non hanno figli comprano ancora le mutande di Petit Bateau o le t-shirt dai colori di base da abbinare con tutto.
Da anni poi, Petit Bateau collabora con tanti brand trendissimi per collezioni stupende, come quella di JC de Castelbajac, o Carven, quella di K-Way o Tsumori Chisato. La loro campagna pubblicitaria con le età delle persone espressa in base al numero di mesi (come quella che si legge sulle etichette della linea bimbi) é diventata storica e ha avuto un successo incredibile.
Io adoro cambiare. E questo vale anche per la moda e i vestiti miei e delle nanette. Ma non mi separerò mai delle culottes Petit Bateau. Questo si chiama essere un classico.
By La Brune
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1 Comment

  • Reply Laura 19 febbraio 2016 at 16 h 30 min

    Adoro questa marca e la uso per i miei due bimbi! Grazie per la storia, che non conoscevo. E WOW! Da 15 anni a Parigi…io non sono neanche alla metà…Ho tanto da imparare, ancora 😉

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