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Il metodo Montessori: la mia personale esperienza

31 agosto 2015

Prendete una bacinella d’acqua, una brocca e qualche ciotolina di ceci e farete dei vostri figli dei bambini stimolati e felici!

Ovviamente c’è ben altro dietro a questo antico eppur attualissimo metodo pedagogico e cerchero’ di spiegarvelo in termini del tutto profani, in base alla mia personale esperienza in un asilo montessoriano parigino.

Ammetto di essere sempre stata un po’ scettica, aprioristicamente, rispetto a qualunque metodologia di insegnamento “alternativa” rispetto a quella tradizionale con la quale la mia generazione è, perlopiu’, cresciuta, ma mi sono dovuta ricredere nel momento in cui, sbarcata a Parigi da pochi mesi e desiderosa di “piazzare” anche la mia “terrible2” il piu’ velocemente possibile, ho optato per la sezione 2/3 anni di un asilo Montessori nel 7° arrondissment.

Una rivelazione!

Innanzitutto, cio’ che colpisce entrando in classe è la QUIETE quasi irreale che si respira: i bambini, anche quelli generalmente piu’ scalmanati, giocano silenziosi e concentrati (tranquilli, non li passano sul gas!), ciascuno immerso nell’attività che HA SCELTO di fare.

Si, perché il metodo consiste proprio nel lasciar libero il singolo bambino di scegliere cio’ con cui desidera giocare e di farlo per tutto il tempo che vuole, dopo che la maestra ha spiegato, a ciascuno INDIVIDUALMENTE, le attività proposte.

Questo mi lasciava molto perplessa all’inizio perché temevo che mia figlia, già tendente all’anarchia, tornasse a casa priva di qualsiasi REGOLA del civile vivere comune….e io ADORO le regole, mi fanno stare tranquilla e mi danno la sensazione di tenere la situazione sotto controllo.

Mi sono tappata naso e occhi, ho incrociato le dita, e mi sono fidata della dolcezza delle maestre e dell’esperienza della signora Maria Montessori che, per essere diventata quella che è, non avrà detto poi cosi’ tante sciocchezze…e i risultati sono stati sorprendenti.

La mia piccola “cavia da esperimento montessoriano” ha sviluppato doti di grande concentrazione, attenzione e autonomia (che, per mia grande gioia, si sono tradotte nella sua capacità di giocare DA SOLA!! e in silenzio per ore), limitando la sua spinta all’anarchia a quella giusta dose insita nel suo dna.

Ma come fanno a tenere a bada una classe di marmocchi di 2 o 3 anni senza alzare la voce??!!

Questo il mio assillo ogni mattina quando, entrando in classe, vedevo scene da Mulino Bianco: bastava un “doucement”(“dolcemente, piano, con calma”) sussurrato con un sorriso dalla maestra al bambino di turno che alzava il tono della voce, per ottenere il risultato di placare ogni istinto di quest’ultimo al capriccio…ma come è possibile? Perché io devo sgolarmi tutti i pomeriggi senza ottenere nulla, pervasa da quella orribile sensazione di frustrazione mista ad impotenza??

Forse l’ingrediente magico è un altro: l’ARMONIA, che sta alla base di questo metodo e che permea ogni cosa, dagli spazi, all’arredamento, dai materiali, all’ordine, fino ad arrivare al tono di voce delle maestre e, dritto, al cuore dei bambini.

La classe non trabocca di giochi ma è perfettamente ordinata e suddivisa in diverse aree, tutte ad altezza bimbo e, dunque, perfettamente accessibili in totale AUTONOMIA: la zona lettura con una piccola libreria e delle poltroncine, la zona bambole e cucinina, la fattoria degli animali, l’area musicale e quella della nanna e poi il MATERIALE MONTESSORI, riposto in piccoli vassoi sulle mensole di legno che bordano la sala.

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Il bambino sa dove prendere un gioco e, soprattutto, sa perfettamente dove riporlo quando ha finito di usarlo.

Si tratta di un ordine fisico ma soprattutto mentale che viene insegnato ai bambini, che gli facilita il compito di riordinare favorendo la loro autonomia.

(forse potrei fare a meno di sgolarmi tutti i pomeriggi se solo mi decidessi a far sparire il 50% dei giochi inutili ammassati disordinatamente nella cameretta delle mie figlie allestendola in maniera ordinata ed accessibile?)

L’uso del legno è predominante sia nell’arredamento che nella scelta dei giochi. In particolare di legno è il MATERIALE MONTESSORI, che consiste sostanzialmente negli oggetti della vita quotidiana miniaturizzati per stare in quelle piccole manine.

Studiati per sviluppare la MANUALITA’ FINE c’è il vassoietto del servizio da thé in ceramica per esercitarsi a versare l’acqua nelle tazzine, il vassoietto delle scatoline di latta tutte con diversi tipi di aperture (a svitamento, a scorrimento, a tappo ecc), le ciotoline con i ceci e il cucchiaino per travasarli da una parte all’altra, il telaio con i bottoni e le stringhe, le scatole di perline per comporre le collane, le bacinelle dell’acqua per i travasi. E poi, ancora, scatole di tesserine di legno ricoperte di tessuti di diverse nuances e fattura, puzzles, scope, scopine e tutto il necessario per fare le pulizie!

Vedeste come si perdono per ore davanti a queste piccole cose….e noi che stiamo ad invaderli (e a spendere un sacco di soldi) con le varie Elsa ed Anna in ogni salsa!

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Cio’ che sta alla base del metodo è la centralità del bambino e il rispetto della sua individualità e specialità, nella consapevolezza che ciascuno è unico e capace di grandi progressi se stimolato e lasciato LIBERO di esplorare i campi che piu’ gli si confanno, seguito con amore, fiducia e dolcezza.

Il gioco individuale, particolarmente favorito nei primissimi anni di materna, viene progressivamente affiancato da attività di gruppo man mano che i bambini crescono.

Le classi, generalmente di età miste, permettono ai piccoli di imparare dai più grandi e a questi ultimi di sviluppare il sentimento di accudimento e aiuto nei confronti dei più piccoli.

Una scuola di vita ancor prima che un istituto scolastico.

Questa la mia piccola grande esperienza, durata appena un anno ma capace di aver inciso – ne sono sicura – in maniera determinante sullo sviluppo e sulla personalità di mia figlia.

Parigi ha moltissime scuole Montessori, legate tra loro unicamente dalla filosofia di base a cui si ispirano ma indipendenti l’una dall’altra (determinante per la qualità dell’insegnamento è, dunque, la singola gestione e direzione della scuola): eccovi il link ad un elenco spero esaustivo.

E’ ora di tornare a scuola: buona rentrée a tutti!

By La Blonde

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5 Comments

  • Reply Sabina 31 agosto 2015 at 23 h 19 min

    Mi ha fatto molto piacere leggere di questa tua esperienza con il metodo Montessori!
    Sono anch’io una mamma blogger che sta scoprendo in questi giorni quei metodi cosiddetti “alternativi” che mi hanno sempre pensare un sacco.
    La cosa assurda è che qui a San Francisco dove vivo spacciano per Montessori ciò che non lo è! Proprio la scorsa settimana abbiamo visto un asilo Montessori e la direttrice ci spiegava che in realtà si è solo ispirata al metodo ma poi in pratica ne ha inventato uno suo, che non ha molto a che vedere con la Montessori vera e propria. Prendono 2000$ al mese e della Montessori usano solo il nome! Io lo trovo pazzesco! E quello che leggo qui nel tuo blog mi conferma che quella non era assolutamente un asilo… niente legno, niente lavori individuali e già numeri e lettere in inglese e spagnolo!! :-/

    • Reply la Blonde 3 settembre 2015 at 13 h 56 min

      Grazie!
      Eh si, in effetti le imitazioni si sprecano. Come dicevo bisogna verificare asilo per asilo quanto sia valido il metodo e l’approccio. Interessante il tuo blog, ti seguiremo!

  • Reply E’ tempo di atelier! – 17 settembre 2015 at 12 h 25 min

    […] Gauche (7ème arrondissment): questa piccola e familiare scuola materna montessoriana (vi ricordate il mio post?) offre la possibilità anche agli esterni di iscriversi ad atelier di yoga, cucina, musica, teatro […]

  • Reply Luca 16 gennaio 2016 at 9 h 22 min

    Ciao a tutti
    Sono papà di un bambino (chiaramente meraviglioso!) di 4 anni.
    Viviamo vicino Zurigo (Svizzera) e stiamo affrontando la fatidica (?) scelta della scuola primaria.
    Per farla breve, abbiamo puntato gli occhi su una scuola con metodo Montessori.
    Premetto che per me un bambino è un bambino e che, seppure deve imparare ad essere disciplinato e calmo (quando ce vò ce vò) sono anche del tutto convinto che sia sua prerogativa (diritto e dovere) fare rumore e scalmanarsi di tanto in tanto.
    Non sono soldati e non sono unicamente individui.
    Dico questo perché leggendo questo post mi rendo conto come alcune persone siano apertamente felici nel vedere i propri figli essere “individui” a 2, 3, 4, 5 anni.
    La cosa mi spaventa, dal momento che credo fortemente che uno dei miei doveri di genitori sia quello di preparare mio figlio a vivere nel mondo reale.
    Un metodo che insegna individualità sopra tutto (e questo articolo, seppure in nota euforica, conferma questo indirizzo), privilegiando il silenzio (un asilo non è un monastero e sfido chiunque a desiderare per i propri figli una vita di clausura) non lo ritengo adatto alla vita vera.
    C’è qualcuno che può riportare la SUA esperienza passata, di apprendimento in una scuola con metodo Montessori, e non genitori entusiasti che i propri pargoli siano anestetizzati?
    Grazie
    Luca

    • Reply la Blonde 18 gennaio 2016 at 11 h 12 min

      Gentile Luca, capisco le tue osservazioni, sono le stesse che mi sono posta anche io nell’iscrivere mia figlia in un asilo Montessori e sono il motivo per il quale, dopo il primo anno di pre-asilo (dai 2 ai 3 anni), ho deciso di mandarla in una scuola materna tradizionale.
      In effetti questo metodo credo che sia adattissimo durante il corso della scuola materna, ma nutro forti dubbi per quanto concerne il percorso della primaria.
      Pur essendo certa che questo metodo alternativo aiuti i bambini a sviluppare competenze cognitive ed esperienziali molto valide, ritengo che il metodo scolastico tradizionale li cali maggiormente nel “mondo reale”, fatto anche di regole, gerarchie e giudizi.
      La mia esperienza nel periodo dai 2 ai 3 anni é stata eccezionale: il contesto é molto rilassato, coccolato e attento, adattissimo ai bimbi piccoli.
      Mia figlia ha sviluppato una forte autonomia e curiosità nell’apprendimento tramite il gioco e la manualità.
      Non posso che parlarne bene.
      Ma per quanto riguarda le elementari parteggio anche io per un metodo più tradizionale di insegnamento.
      Mi piacerebbe sapere se qualcuno ha un’esperienza da raccontarci.
      Grazie per averci scritto.
      Buona giornata e in bocca al lupo!

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