RIFLETTIAMO!

Le mie 5 regole per il sonno dei più piccoli

27 novembre 2017
 Abbiamo tutte già letto tanto sul sonno dei bambini, dunque, perché tediarvi ancora?
Semplicemente perché non credo nella fortuna cieca o nella nascita di “angeli in serie”.
Perché ad ogni gravidanza mi sono sentita dire :“sei già stata fortunata con la prima che ha sempre dormito, vedrai che la seconda non ti farà chiudere occhio!”.
E poi, al terzo giro: “ti é già andata bene due volte, non penserai che anche il terzo ti venga fuori un angelo!?”.

NO, i miei figli non sono angeli, ma credo di aver imbroccato alcune semplici regole che, applicate a tutti e tre indistintamente, hanno sempre dato lo stesso risultato: li metto a nanna, esco dalla stanza e tempo dieci minuti si sono addormentati….DA SOLI!

Magia? No! Buon senso e un sano mix tra signorina Rottermaier e Mary Poppins.

Ecco le mie cinque regole sacre.

1) LA ROUTINE

Alla base di tutto c’é la routine.
Me lo disse il pediatra durante la prima visita della mia prima figlia e mai nessun consiglio fu cosi azzeccato.

Il bambino ha bisogno di ripetitività, di orari sempre uguali, di abitudini, gesti e riti che si riproducono identici tutti i giorni, fino a sera.

Dunque, orari svizzeri per pappe e nanna a casa nostra (si, lo so, siamo noiosissimi!): alle 12 il pranzo, alle 13 il riposino, alle 19 la cena e alle 20 tutti a nanna (loro!)! Questa prevedibilità consente ai bambini di attivare un orologio biologico interno molto utile alla loro serenità e, di conseguenza, alla regolarità del loro sonno, e a noi genitori di continuare una tranquilla vita tra adulti fatta di cene, inviti fuori, serate davanti alla tv!

2) OGNUNO IN CAMERA SUA

I primi 6 mesi ho sempre tenuto i miei bimbi a dormire nel loro lettino ma in camera con noi. Non ho mai amato il concetto di co-bedding, perché credo che i genitori debbano mantenere fin dall’inizio un loro spazio fisico e intimo all’infuori del bambino e che il bambino stesso debba abituarsi fin dall’inizio ad avere un suo nido.

Ma dai 5/6 mesi in poi tutti nella propria camera… magari con delle radioline accese di fianco al letto!

Nessun Angel Care, grazie. Non vorrei mai provare il panico di sentire suonare l’allarme solo perché il sensore si é spostato per errore.

Io uso delle radioline super silenziose della Philips Avent che captano ogni minimo rumore del mio bimbo ma di cui posso impostare il volume, per non svegliarmi ad ogni suo fruscio.

3) ADDORMENTARSI DA SOLI FIN DAL PRIMO GIORNO

Il solito mitico pediatra mi disse che il bambino deve risvegliarsi nello stesso posto in cui si é addormentato. Mi spiegava: “lei pensi di addormentarsi sul divano e di ritrovarsi nel letto al suo risveglio, non rimarrebbe un po’ confusa?”.

Per questo motivo, fin da bebè, ho sempre cercato di non cullare i miei figli fino ad addormentarli, ma di metterli nella culla quando ancora erano svegli in modo da abituarli a prendere sonno da soli.

Inoltre, é sempre utile tenere ben separati i luoghi preposti alla nanna da quelli dedicati al gioco. Questa distinzione li abitua ad identificare nella culla, e nel lettino dopo, il nido in cui lasciarsi andare al sonno e a non confonderlo con un luogo di divertimento e stimolo.
E allora dopo il bacio della buonanotte spengo la luce, accendo il carillon ed esco dalla stanza. Ovviamente mi capita di dover tornare qualche volta chiamata dai lamenti di un bambino che all’apparenza sembra ancora  arzillissimo e desideroso di trascorrere la sua serata con noi. Ma guai a farsi abbindolare!

La signorina Rottermaier che c’é in me ha fame, ha voglia di cenare con suo marito, di chiacchierare di cose da adulti e di sentire finalmente un po’ di silenzio. Perciò non si fa impietosire, gli rimette il ciuccio in bocca ed esce dalla stanza. Vi assicuro che sera dopo sera l’addormentamento sarà sempre più veloce!

Con le più grandi, ovviamente, la modalità é diversa, ma il concetto di base rimane lo stesso: mamma e papà dopo le 8 di sera hanno diritto di cenare tranquilli e di godersi la loro serata. Perciò a quell’ora l’unica cosa consentita é la “sala lettura”, ciascuna nel proprio letto con la sola lucina del comodino accesa. Quest’esperimento della lettura individuale é stato un successo perché concilia il sonno e fa transitare dolcemente dal momento della veglia (in cui vi assicuro che le mie figlie sono belle toniche!) a quello del sonno.

4) SANTO CIUCCIO

Sarà impopolare. Sarà contrario alle migliori teorie pedagogiche nonché al parere dei dentisti. Ma il ciuccio é il miglior amico di ogni mamma nei primi due anni di vita del pargolo (io compro quelli della Avent che, in più, sono adorabili!)Alla nascita della mia prima figlia ricordo di essermi attenuta scrupolosamente alle indicazioni delle puericultrici in ospedale “aspetti almeno 15 giorni in modo che la bambina impari la suzione del seno.” Al 15° giorno e all’ennesimo strillo senza fine, il ciuccio mi parve una manna dal cielo.

Con la seconda figlia resistetti una settimana.
Al terzo giro, lo confesso, lo diedi in ospedale, la seconda notte di vita di Mister3, di nascosto dall’infermiera: e  finalmente chiusi occhio per due ore di fila!

Un po’ come un buon vino rosso: se non se ne abusa, non fa che bene!

5) NESSUN SENSO DI COLPA

Infine, sul sonno dei nostri bambini influisce moltissimo un nostro stato mentale e psicologico di base: il NON SENTIRSI MAI IN COLPA. (In questo le mamme francesi hanno tanto da insegnarci)

Non sentirsi in colpa perché si é ritornati tardi dal lavoro e non si é passato sufficiente tempo con loro, non sentirsi in colpa perché mettendoli a letto troppo presto non farebbero in tempo a vedere papà, non sentirsi in colpa perché non si ha più voglia di averli tra i piedi…Facciamo già tantissimo per loro e ancora di più faremo se siamo riposate e soprattutto gratificate da una vita appagante.
Perché devo rinunciare ad invitare gli amici a cena solo perché so di dover stare un’ora nella camera di mio figlio a raccontargli la storia della buonanotte? Perché devo privarmi di ciò che mi ha sempre fatto piacere?

Io sono fermamente convinta che insegnare ai nostri figli che esiste una sfera della nostra vita che prescinde da loro, che abbiamo interessi che prescindono da loro, che, insomma, loro sono sì al centro della nostra vita ma non sono la totalità della nostra vita, é sano, legittimo e sacrosanto e non può che fare un gran bene a noi e pure a loro!

E allora metteteli a nanna velocemente e godetevi una splendida serata!
(post scritto in collaborazione con Philips Avent)
By La Blonde

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