Lo zoo di Parigi ovvero come ritornare bambini insieme

23 maggio 2016
Le ultime vacanze scolastiche abbiamo deciso di passarle a Parigi, facendo i turisti, cosa che ci si dimentica di fare quando si vive qui da un (bel) pò… Complice una bella giornata di sole e la visita della nonna, direzione il parco zoologico di Parigi a Vincennes. Un luogo mitico, creato nel 1934 dal Museo di Storia Naturale, chiuso nel 2008 perché ormai molto vetusto e riaperto nel 2014 dopo tre anni di lavori e un bel lifting. Ormai, scesi dalla metropolitana, potete prepararvi a un’immersione nel mondo animale.
La signorina grande era in estasi fin dall’entrata dove ci aspettavano i classici lama (perché i lama sono sempre all’inizio negli zoo?) e a seguire le otarie e i pinguini. E poi un susseguirsi di recinti molto spaziosi per essere uno zoo cittadino, che riproducono il più possibile l’ambiente naturale dell’animale in questione. Il percorso é unico, con qualche deviazione verso le serre e la grotta del mondo rettile, e questo facilita le cose. NON ci sono gli elefanti e la tigre (grande delusione in famiglia) ma più o meno tutti i grandi classici di uno zoo e dell’arca di Noé sono presenti all’appello.
I bambini sono letteralmente stregati e corrono da una zona all’altra con il naso incollato al vetro (quasi le barriere arrivano ad altezza adulto, ma sono ovviamente in vetro nella parte bassa ed é proprio lì che si infilano i piccoli a dispetto di noi adulti, ridotti tirare il collo per intravedere un orecchio di ghepardo). E sempre noi adulti, se abbiamo non fosse che un pochino di amore per gli animali, ci troveremo ad urlare “Guarda amore, le giraffeeeeee”. (Che volete fare, sono stregata da questa bestie che mi sembra vengano da un altro pianeta…)
Probabilmente perché sono ormai abituati alla presenza dell’uomo (sicuramente troppo… ma questa é un’altra storia), gli animali si avvicinano volentieri alle bordure e recinti, e si fanno vedere abbastanza facilmente. Capita anche spesso, bisogna dirla tutta, che si stia lì incollati davanti al famoso vetro, fissando una lontana coda pelosa con una vocina che dice: “Dov’é il lupooooooo????”. “Immaginalo, amore, immaginalo” e lì partono le mille e una scuse del “eh ma dorme, é stanco sai?”, oppure “magari é andato a cercare Cappuccetto rosso”... Insomma purtroppo e per fortuna, trattandosi di un parco zoologico, può capitare che molti animali stiano riposando (meglio evitare l’ora subito dopo pranzo) e non si veda granché. L’ideale é consacrare a questa visita un bel pomeriggio se non una mezza giornata visto che si sono molti punti di ristoro e tavoli da pic-nic.
Una parte splendida é la Grande Serra, dove regna un ambiente umido e misterioso da All’inseguimento della pietra verde (citazione coltissima per gente degli anni 80…) dove ammirare piante lussureggianti e esotiche bellissime. E anche il sentiero che gira intorno alla montagnetta è molto piacevole, regala grandi gioie come quella dei lupi e delle lontre.
Unico neo a questa bella scampagnata cittadina é il costo: il biglietto per i piccoli é di 15€ e per gli adulti 23€.
Se possibile comprate i biglietti on line prima, perché le code sono spesso importanti, altrimenti vi consiglio di dirigervi subito verso le casse automatiche, più veloci di quelle normali, e meno prese di mira.
Perla finale: se volete potrete trasformare i vostri bimbi, in apprendisti veterinari iscriveteli  agli atelier “Apprenti soigneur”: parteciperanno alle cure degli animali insieme al personale specializzato.
Buon safari!

 

 

 

By la Brune

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