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Un luogo sospeso nel tempo e nello spazio: il villaggio ENI di Borca di Cadore

27 marzo 2018

C’è un luogo a Borca di Cadore, a pochi kilometri da Cortina d’Ampezzo, nelle Dolomiti Bellunesi (quelle che all’alba e al tramonto si tingono di rosa la cui bellezza è difficile da descrivere), che sembra sospeso nel tempo e nello spazio.

Fin da piccola, queste sono state le mie montagne, d’estate e d’inverno, eppure non mi ero mai soffermata o interessata al Villaggio ENI, questo luogo incantato completamente nascosto alla vista e mimetizzato perfettamente tra gli alberi che crescono alle pendici dell’Antelao.
Il villaggio, concepito con elevati standard architettonici, è il risultato dell’ambizione visionaria e strategica di Enrico Mattei, su progetto dell’architetto Edoardo Gellner, che negli anni ’50, voleva un villaggio turistico per ospitare esclusivamente i dipendenti dell’ENI, ad ognuno dei quali spettava la possibilità di soggiornarvi.
Il villaggio è composto da una colonia (studiata a misura di bambino negli arredi, nell’architettura  e dai colori vivaci) che poteva ospitare fino a 600 bambini dai 7 ai 12 anni, da un campeggio (composto da capanne a tende fisse in legno rosse, gialle, blu e bianche), capace di ospitare 200 ragazzi dai 7 ai 13 anni, dall’Albergo Boite (pensato per gli scapoli o i coniugi senza figli dell’ENI) dal Residence Corte (per il personale di servizio), da una chiesa progettata assieme a Carlo Scarpa, da 270 villette mono familiari per una convivenza associata ma al contempo autonoma (isolate nel verde) e da numerosi servizi satellite (campi sportivi, bar, alimentari …..).
Quello che mi ha profondamente colpito del progetto di Mattei, è la sua visione di politica sociale, rivoluzionaria per l’epoca, che mirava allo sviluppo del paese migliorando le condizioni di vita dei lavoratori, convinto che il bene più caro dell’azienda fosse rappresentato dalle risorse umane. Dunque investiva in formazione continua e offriva un periodo di vacanze spesato ai suoi dipendenti (rimborsava anche le spese del viaggio!!! Solo le bollette erano a carico del dipendente per educarlo al risparmio), indipendentemente dalla posizione esercitata all’interno del gruppo (operai e dirigenti avevano lo stesso diritto di alloggiare nelle villette che venivano assegnate a estrazione).
Il tutto in un momento in cui la villeggiatura in montagna era dominio dei benestanti!
Fu per questo chiamato anche Villaggio Sociale, perché voleva abbattere le distinzioni sociali mettendo a confronto in un ambiente neutrale, dirigenti e operai.

Il valore culturale di questo villaggio è elevatissimo, si tratta di uno degli esperimenti urbanistici con finalità sociali più interessanti d’Italia e che non si è mai più ripetuto.

Dopo la morte prematura di Mattei, il progetto subisce un arresto e non sarà mai portato a termine nell’ambizioso progetto originario, tuttavia il villaggio ha funzionato fino al 1991 quando la Colonia fu chiusa ed inizia un lento declino.

E ora vi chiederete che ne è del Villaggio Sociale ENI?

Nel 2000 l’intero villaggio fu acquistato da una società privata che ha affidato a terzi le strutture ricettive (Capeggio e alberghi, dove se vi capita vi consiglio di alloggiare), le villette sono state vendute a privati (molte possono essere affittate per le vacanze, ce ne sono anche su Airbnb) e la Colonia è rientrata in un progetto chiamato ProgettoBorca (sviluppato da Dolomiti Contemporanee) di valorizzazione culturale con l’obiettivo di rifunzionalizzare alcune parti. Al momento una parte della struttura è diventata residenza internazionale di artisti.
Andateci, se potete, merita la splendida architettura delle casette basse completamente immerse e integrate nel bosco con splendida vista su Pelmo e Antelao, merita il campeggio dei ragazzi che sembra un villaggio degli gnomi, merita immergersi nel totale silenzio nel quale si viene avvolti e immaginarsi i rumori e le grida dei bambini quando questo villaggio era nel pieno della sua attività. Non sono riuscita purtroppo a vedere l’interno della colonia ma sarà per quest’estate, Dolomiti Contemporanee organizza dei tour guidati nel Villaggio e sicuramente ci andrò
Vi consiglio di guardarvi il sorprendente filmino d’epoca di propaganda del villaggio realizzato nel 1963 e se volete approfondire l’argomento sul sito ci sono tesi di laurea, documenti storici, fotografie …
By La Fra

 

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