FACCIAMO!

Mamma e figlia al museo a vedere Barbie!

25 marzo 2016
E se vi dicessi che potreste vedere le vostre figlie scattare sull’attenti al primo richiamo, vestirsi da sole senza un capriccio, lavarsi in tutta fretta e precipitarsi fuori dal portone di casa un sabato mattina qualunque? Mi rispondereste che é fantascienza. 😉
E invece a me é successo. Questo sabato. Ed é bastata una parolina magica pronunciata da quella mente diabolica di mio marito: “oggi vi portiamo al museo delle Barbie”.
Apriti cielo. Giubilo, incredulità, stupore sono apparsi sui visini delle mie bimbe abituate ad essere trascinate ad esposizioni ben più noiose e culturalmente elevate ma, questa volta, abbiamo deciso di dedicare una mattinata solo a loro e alla loro passione per quest’icona di bellezza che ha incantato intere generazioni.
E, in fin dei conti, é stato “educativo” anche per noi. Anzi, devo dire, a tratti commovente/deprimente.
Si, perché vedere esposta tra “i primi giochi” di Barbie, accanto alla targhetta “1980-90s”, la piscina con il trampolino giallo e arancione con cui ho giocato tutta la mia infanzia é stato un tuffo nel passato, un modo, neanche troppo velato, per realizzare tutt’a un tratto che noi, generazione di trenta-quarantenni, siamo già pezzi da museo!

piscina Barbie

E che dire della casa di Barbie, quella con l’ascensore rosa…é bastato trovarmela davanti per rivivere ancora l’odore della plastica, il vociare delle amichette, la vecchia pubblicità che ti faceva sognare ad occhi aperti e ti faceva scrivere “Casa delle Barbie con ascensore” in tutte le letterine di Natale (non so nemmeno se sia mai arrivata perché ai nostri tempi il bello era anche solo sognare…).

casa di Barbie

E mentre le vostre bambine rimarranno incantate davanti ai 700 modelli di Barbie, voi potrete capire questo fenomeno di successo secondo una prospettiva del tutto nuova e sociologicamente interessante.
Pensate che fu una giovane mamma americana, Ruth Handler, nei primi anni ‘50 a ideare questa bambola rivoluzionaria e lo fece proprio osservando giocare sua figlia Barbara e le sue amichette con le bambole di pezza dell’epoca. Ruth notò che le bimbe non amavano giocare con i bambolotti raffiguranti dei bambini, bensì con quelli che rappresentavano personaggi femminili adulti.
Insomma, capì che il desiderio delle bambine era quello di proiettare nella bambola la loro immagine futura, sognando la molteplicità di vite che le attendevano.
Propose, così, l’idea a Mattel ma i costi di una tale produzione oltre alla reticenza di un’équipe prevalentemente maschile a realizzare una bambola con le fattezze di un adulto e, per di più, con il seno, comportarono alcune difficoltà nella nascita di questo prodotto.
La svolta durante un viaggio in Svizzera nel 1956 quando Ruth scoprì Lilli, una bambola dalle fattezze di donna con un guardaroba impressionante.
Tornata negli Stati Uniti la Handler consegnò Lilli al Direttore ricerca e sviluppo di Mattel affinché cercasse una fabbrica in Giappone capace di realizzare con una plastica morbida una bambola di questo genere. L’équipe di Mattel ridisegnò le fattezze di Lilli ed é così che Barbie (dal diminutivo di Barbara, la figlia di Ruth Handler) fece i suoi primi passi alla Fiera del giocattolo di New York il 9 marzo 1959.
Il successo fu immediato e la produzione dovette triplicare.
E’ la nascita di un nuovo modello femminile nel quale le bambine degli anni ’50 si identificheranno, una donna emancipata che può scegliere di non immaginarsi solo mamma o casalinga, ma che può aspirare a diventare ciò che vuole, pilota, astronauta, medico, modella, attrice, sportiva, oculista e persino candidata alla Presidenza! Una vera rivoluzione per l’epoca.
E ora qualche immagine rubata all’energumeno minaccioso che girava per le sale intimando di non scattare foto!
Avete tempo fino al 18 settembre!
Plus: a metà del percorso una zona gioco é adibita con libri, giornalini e giochi di Barbie.
Musée des Arts Décoratifs, 107 Rue de Rivoli (75001)
Tél. : +33 (0)1 44 55 57 50
Métro : Palais-Royal, Pyramides ou Tuileries
Autobus : 21, 27, 39, 48, 68, 69, 72, 81, 95
By La Blonde

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