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Piani di Bobbio: la montagna a un’ora da Milano

10 gennaio 2018
Mio marito l’ha chiamata la sua madeleine de Proust : la nostra giornata in montagna in famiglia è stata all’insegna delle tradizioni. Risveglio all’alba (in certi, rari, casi avere delle bambine lève-tôt è un vantaggio), biberon pronto e rigorosamente bevuto in macchina, ciuccio e doudou, partenza via.
Un’ora e un quarto più tardi eravamo sulle piste. Ora, dopo 15 anni trascorsi a Parigi, ci terrei a ripetere questa frase: UN’ORA E UN QUARTO più tardi eravamo in montagna. Chi ci vive ancora, sa di cosa parlo. In un’ora e un quarto quasi non si esce da Parigi. Milano ti adoro. Fine dell’inciso.
La nostra destinazione, studiata dal marito nei minimi particolari, erano i Piani di Bobbio una stazione della Valsassina, a 1600 m, molto facile da raggiungere da Milano, soprattutto perché si percorre la SS Lecco-Ballabio che non ha troppe curve e si è subito arrivati. Unico neo: ovviamente la grande affluenza nei periodi invernali. Attenzione quindi ad arrivare abbastanza presto a Barzio, il paese da cui parte l’ovovia che porta ai Piani di Bobbio. Ci sono tre parcheggi a Barzio, il primo è veramente ai piedi dell’impianto ma si riempie subito. E dagli altri c’è da camminare un po’.
L’ovovia arriva in cima in neanche 10 minuti e subito ci si trova in mezzo a un piccolo centro con rifugi, ristoranti e noleggio sci. Il nostro era apparentemente il più economico e per 8 euro fornisce sci e scarponi bambino e per 3 euro il bob.
Il complesso sciistico Piani di Bobbio – Valtorta, con 4 seggiovie e 3 skilifts, offre 32 Km di piste, piuttosto semplici ma veramente ideali per bambini piccoli, o che ancora non sanno sciare. Ci sono 3 zone dove poter fare bob con comode risalite tapis roulant (con un pass di 5 euro per la giornata).
Con una giornata di sole come quella che abbiamo avuto noi, niente da invidiare a stazioni più equipaggiate sciisticamente parlando. I tre ristoranti intorno all’arrivo dell’ovovia hanno delle belle terrazze per mangiare al sole, se siete fortunati. Non saprei dirvi come si mangia perché noi, Madeleine de Proust del coniuge oblige, abbiamo pranzato seduti nella neve, con il sole in faccia e i nostri bei panini preparati la sera prima.
By la Brune

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