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Sicilia, un mare di bellezza

4 luglio 2017
La mia prima volta in Sicilia é stata in quinta ginnasio, in aereo da Milano fino a Catania, su un volo dove ancora si poteva fumare. Di quella gita rocambolesca mi ricordo poche cose ma nette : l’improvvisa rinascita dell’accento siciliano della mia, fino ad allora, milanesissima professoressa di latino e greco, la luce strepitosa di una sera al teatro di Taormina, Palermo intravista dai finestrini del pullman, la brezza fresca al teatro di Siracusa, durante un’incredibile rappresentazione di una tragedia greca di cui ho ovviamente scordato il nome (mi perdoni prof), o ancora lo choc di scoprire per la prima volta il tempio di Selinunte intatto, perfetto, commovente. E la gita in barca nelle saline dello Stagnone fino a Mozia, emozionati come bambini delle elementari.
La seconda é stato un mini viaggio di nozze. Tre giorni subito dopo il nostro matrimonio, in una casetta a picco sul mare e sulle mura di Tramontana. Un bagno di mare e luce, che non scorderò mai. Qualche giorno di riposo, tanto cibo delizioso, il sole arancione sulle nostre facce contente, un tramonto mozzafiato a Erice. Una passeggiata silenziosa tra i vicoli di Palermo, in un settembre caldissimo. E una gita fino a Favignana in traghetto, a scoprire quest’isola dell’isola, appendice bellissima. E quel bagno a Cala Rossa, come in una piscina, con l’acqua cristallina a 28 gradi.
La terza volta con la mia pupa piccola piccola e i cugini. I bimbi chiassosi per il corso di Trapani, sulle mura a rincorrersi, a mangiare cannoli a San Vito. In una girandola di spiagge calde, visi sorridenti, voci alte, gelati di sera e arancini a merenda.
E poi ancora tutti in famiglia, con i nonni, gli zii e i cugini per la Pasqua. Ecco forse, se c’è un momento imperdibile in Sicilia è questo. Sbirciare i preparativi festosi, appropriarsi di riti vecchi di secoli, assistere alla processione come ad uno spettacolo sacro di storia e spiritualità, ammirare il coinvolgimento di tutto il paese, anziani, bambini, donne e ragazzi. La processione è rito, é unione, rappresentazione, messa in scena, emozione comune.
La mia Sicilia, probabilmente la regione italiana con la più alta concentrazione di persone gentili. È bella d’estate, banale ma indiscutibile, è sorprendente d’inverno, è piacevolissima d’autunno, e perfetta in primavera.
C’é l’incipit di una poesia che amo di Rimbaud, che mi fa sempre pensare a questa terra incredibile:
Elle est retrouvée.
Quoi ?
L’Eternité.
C’est la mer allée
Avec le soleil*
Arrivare in Sicilia é sempre un’emozione, uno sbarco, un tuffo nella luce. C’è il brivido dell’atterraggio all’aeroporto di Palermo, con la sistematica sensazione di atterrare in mare. C’è l’avventura della macchina, a immaginarsi il fantomatico ponte sullo stretto. E poi c’è il sogno che coltivo da tempo: quello di raggiungerla in nave. Attraversare il mare, il suo liquido amniotico, la sua culla. Vederla spuntare da lontano, contemplarla, aspettarla. Meritarsela.
I traghetti per la Sicilia sono tanti, si può partire da vari porti italiani, dalla Sardegna, dalla Corsica. Ci si può arrivare da Malta o dalla Tunisia come a raggiungere l’ombelico del Mediterraneo. Con il centro di booking Prenotazioni24 si ha accesso a vari portali, specializzati in traghetti e aliscafi, ed è facile trovare la tratta più conveniente e comoda.
Andiamo? È tempo di salpare 🙂
*”È ritrovata. Che cosa? L’Eternità. È il mare andato via Col sole”
By la Brune

All pics © Pixabay

 

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