RIFLETTIAMO!

Tema: io e Parigi

30 aprile 2015

stiamo insieme da tanti anni, forse troppi. In realtà ci siamo conosciute che io ero giovanissima, ci siamo riviste qua e là nel tempo ma ci siamo scelte solo 12 anni fa. Io ero pronta per venire da lei e lei mi accolto, a modo suo. Braccia aperte ma cuore chiuso.

Negli anni poi, sono arrivate le amanti. Città per cui ho preso una cotta. Senza dirle niente, perché uhh, se è gelosa Parigi, si crede la più bella. Invece io ero lì, a bordo dell’Eurostar, sotto la Manica, pensando “mi sa che ho sbagliato tutto. È con Londra che avrei dovuto fare la mia vita” Oppure immaginare di metter su famiglia con Madrid. O addirittura tornare dal primo amore, Milano. L’amore della porta accanto, che quando ci vivi gomito a gomito non lo reggi più, ti sembra uno sfigato. Troppo poco per i tuoi sogni di ragazzina. Poi vai lontano e ti manca. Ripensi a come si stava bene insieme, come era facile. Che forse non avresti mai dovuto lasciarlo.

Però anche se cornuta, Parigi è sempre lei. L’amore di una vita. Che un giorno odi, e l’indomani lo senti sotto la pelle, nelle ossa e lo perdoni. Soprattutto, quando ti fa dei regali. Una luce bianca a cavallo tra due ponti che sfiora i palazzi austeri. Una piazzetta e due lampioni. Una giornata di vento che crea quel balletto di nuvole indimenticabile. Un tetto di ardesia che si accavalla a mille altri, curiosi come bambini che tirano su la testa per vedere in mezzo alla folla.

Con gli anni siamo diventate una vecchia coppia. Non siamo più innamorate ma ci amiamo. Con tenerezza e affetto, di quell’amore lento e forte. A volte la passione si riaccende e lei mi riappare in tutta la sua bellezza, seria e arrogante. O quando mi sorprende, come quella domenica a République con il suo orgoglio fiero. Questo senso morale che più la schiaffeggiano, più lei tira su la testa.

Lo sa di piacere e se ne approfitta. Io la lascio per un week-end, bisogno d’aria, via, non ti sopporto più. E quando mi riavvicino a lei, in macchina, su les quais, a fine giornata, l’acqua torbida della Senna che brilla nonostante tutto, i palazzi eleganti con le luci dentro da spiare…questa grande signora mi fa ribattere il cuore.

E poi quella torre lì. Banale, un ammasso di ferro buono per turisti giapponesi, niente di che. Talmente vista che non la vedi più. Certo che non la vedi più, perché ti si è proprio conficcata nel cuore. E ogni volta che ci torni o che spunta fra due tetti, ogni volta che fa la sciantosa e si mette a brillare di mille luci, ci ricaschi e ti emozioni come una ragazzetta in gita di classe.

Io e Parigi stiamo insieme da troppi anni, forse un giorno me ne andrò per davvero. Ma mannaggia a lei, non ci lasceremo mai.

 

By La Brune

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3 Comments

  • Reply Serena 13 maggio 2015 at 14 h 24 min

    Bellissimo post, davvero. Anche io ho flirtato con Madrid, mi sono innamorata di Londra ed ora convivo con Parigi. Non so se ci lasceremo un giorno o se lei è davvero “the one” ma provo le tue stesse emozioni quando, passando per i quais, la sera, vedo il luccichio dei suoi monumenti riflesso nella Senna. Ah, la ville lumière…

    • Reply la Brune 13 maggio 2015 at 21 h 34 min

      Grazie Serena…Eh si, nonostante i suoi difetti, “Paris is always a good idea”!

  • Reply Elisa 10 giugno 2015 at 9 h 23 min

    “E poi quella torre lì. Banale, un ammasso …. in gita di classe.”
    Queste righe escono dalla mia testa!!! Io la chiamo la mia copine 🙂

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