SCOPRIAMO!

Una famiglia nomade

21 febbraio 2017
Avevano entrambe un mese e mezzo le mie figlie, la prima volta che hanno preso l’aereo. Da allora, tra treni, macchine, voli, navi, camper e biciclette hanno accumulato un degnissimo record di chilometri, per la loro tenera età. Ogni volta che partiamo, fosse anche solo per un week-end in campagna, io senza sapere come, compio una specie di piccolo miracolo e mi porto via la nostra casa intera. Sono consapevole che si tratta di un bisogno tutto mio, perché se ci sono esseri capaci di adattarsi a tutto, quelli sono i bambini. Ciò nonostante, se da sempre ho accettato di forzare la mia natura casalinga e paurosa al viaggio e alla scoperta, per farlo con le mie bimbe mi avvalgo della mia formula segreta: se hai il tuo coniglietto che fa la musica della nanna, sarai sempre un po’ a casa.
La mia (leggera) maniacalità fa sì quindi che io debba riprodurre il nostro piccolo habitat naturale in ogni parte del pianeta. La lista delle cose da portare via, che custodisco come un graal nel telefono, può spaziare dal coniglietto in questione, alle pantofole, allo scalda biberon, alla copertina, i giochi, le posate, i monopattini, i bavaglini di gomma, il piattino anti-scivolo, i libretti del pediatra, le borracce, prodotti vari per il corpo (anche se te li da l’hotel), e chi più ne ha…. Tra questo mucchietto selvaggio, c’é un oggetto che se ci riesco non scordo mai. (La conoscete vero la legge del genitore che fa la valigia? Quella che quando ti ricordi di una cosa da metterci dentro, dal tuo cervello ne esce immediatamente un’altra… D’altra parte lo spazio della scatola cranica quello é..).
Questa cosina che viene sempre con noi é una veilleuse, una lampadina da notte, una lucina, insomma il salva nanna. Quella piccola luce nella notte che rassicura loro, ovunque siamo, specialmente in case nuove e sconosciute, e aiuta me, perché mi sembra sempre di creare un piccolo faro per attraversare la notte senza incubi e paure (e danni, visto che ci sono i tragitti notturni per andare in bagno al buio). Ne ho avute tante di queste lucine, in momenti di malattia della valigia del genitore acuta, le ho sostituite con delle app, o addirittura con la torcia del telefono stesso (effetto Blair Witch Project garantito). Poi ho scoperto recentemente le veilleuses Super Nomades di Pabobo.
Ultimamente siamo andati 4 giorni alla scoperta di Rotterdam, una città che ci attirava da tempo. Armati del nostro piccolo mondo chiuso in valigia, siamo arrivati nella splendida casa affittata su Airbnb, con una camera per tutti. La prima sera, la nostra Pabobo ha illuminato la stanzetta della mini signorina, che dormiva sola senza la sorella (succede raramente). La seconda sera é servita a me per andare a controllare che tutti dormissero bene, coperti e non fossero attaccati dagli alieni nel sonno, la terza sera se ne é appropriata la maxi signorina perché dormire senza la sorella alla fine fa un po’ paura anche a 6 anni… La Nomade é piccola, leggera, facilmente maneggiabile anche per manine piccole, é morbida, ha un’autonomia che dura tantissimo (200 ore circa) e una forma paffutta che ti fa venire voglia di stringerla come un doudou. Nella famigerata lista take away, credo che abbia guadagnato il primo posto. Subito dopo le posate da bimbi, ovviamente.

 

By la Brune

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1 Comment

  • Reply Sonia 21 febbraio 2017 at 16 h 18 min

    Anche noi abbiamo la stessa….

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