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Vacanze a Center Parcs: la soluzione perfetta in famiglia

30 maggio 2016
Erano anni che ne sentivo parlare da genitori di tutti i tipi: Center Parcs e i suoi cottage a schiera tutti uguali immersi nel verde, talmente belli da sembrare finti. E tutto ma proprio tutto pensato per le vacanze in famiglia. Era ora di andare a verificare di persona. Complice una promozione su Vente-Privée, eccoci pronti tutti e quattro per 5 giorni al Lac d’Ailette, il villaggio in Picardia, a meno di due ore da Parigi.
La prima cosa(di una lunga serie) che ho apprezzato moltissimo è stato il viaggio veloce, fluido, senza traffico e tutto su una nazionale piacevolissima, immersa nei campi gialli di colza. Non sembra, ma questo aspetto è importantissimo quando pensi che in media ci vuole un’ora solo per uscire da Parigi…
Ed eccoci all’ingresso del centro: ad accoglierci solo un sistema automatizzato e una ragazza sorridente che ci attribuisce un chiave elettronica, e un posto al parcheggio (dopo aver scaricato i bagagli, tutte le macchine devono essere parcheggiate durante il soggiorno, il centro è quasi tutto pedonale).
Il nostro cottage era molto carino, forse un po’ fané, ho letto che alcuni altri villaggi hanno rinnovato i loro cottage che sono molto più moderni, ma per 5 giorni andava benissimo. Una vera e propria casetta su due piani, con due stanze, caminetto e cucina americana, ma soprattutto con una bellissima veranda, per mangiare fuori, e un prato davanti, e dopo il prato alberi e la vista sul lago intorno al quale si sviluppa il villaggio (alcuni cottage hanno la terrazza che da direttamente sul lago: splendidi..) Insomma, una boccata di ossigeno. Svegliarsi la mattina con le anatre davanti alla porta finestra e un milione di uccellini che cinguettano non aveva prezzo. Le bambine erano felicissime. In generale, i bambini a Center Parcs tendono ad essere smoderatamente contenti.
E anche noi, già solo perché dopo mezz’ora dall’arrivo, la signorina grande era in mezzo all’erba e gli alberi a giocare (e a cascare nelle ortica, una prima volta da non scordare mai 🙂 Vederla scorrazzare così con le gambette sbucciate a portare a casa i suoi tesori (lumache, fiorellini, bastoni e la qualunque del mondo botanico e animale) è stato bellissimo.
Abbiamo subito affittato due bici, una con il carrettino dietro, so Holland, e siamo andati alla scoperta del villaggio: un insieme di casette colorate, in mezzo a questa foresta di pace, con al centro il lago e la spiaggia tutto intorno. All’inizio, vicino all’ingresso principale, c’è il Dôme, dove sono raggruppati la piscina, i vari ristoranti, il bowling, il piccolo supermercato, qualche negozio, il punto informazioni e la spa.
Onestamente noi siamo stati molto bene: potevamo scegliere tra la quiete del nostro cottage, qualche passeggiata in bici intorno al lago, una partita di bowling, un aperitivo sul molo, un bel pic-nic sui mille prati verdissimi, qualche ora tra le tante aree gioco, un giro sul poney, una mattinata di percorso avventura tra gli alberi per tutte le età, una visita alla mini-fattoria, una cena o una colazione zen consegnate nel cottage e molto molto altro. E poi c’è lei, LA piscina.
Uno spazio acquatico immenso, con diverse vasche per tutte le età e parecchi, ma proprio parecchi scivoli e scivoloni, da fare tutti ovviamente, qualche centinaio di volte. Ecco, la piscina ha due vantaggi e uno svantaggio maggiore. Il primo è ovvio, il divertimento folle per i vostri bambini. Non so se a voi è capitato in sorte un bambino-acquatico ma la nostra vivrebbe in piscina. Non in mare, eh? Lei l’acqua cristallina dell’Elba e o della Sardegna è capace di schifarla a fronte di una piscina piena di cloro e pipì altrui.
Secondo vantaggio: gli esserini sotto i due anni, saranno stremati. Mezz’ora di piscina, con il caos che ne consegue, e crolleranno dopo un secondo nel carretto della bici. E faranno riposini di 3 ore senza battere ciglio.
Ecco però, come accennato sopra, lo svantaggio della piscina è la sua densità umana. Sarete voi, e altre sei-settemila persone, semi-nude, col costume penzoloni  (lo scivolo non perdona), urlanti, vociferanti, spingenti, puzzolenti. Lì vi scatterà il mantra interno, da ripetere non stop sopra al brusio di fondo: “lo faccio per i miei figli, lo faccio per i miei figli, lo facc…” ” Mammaaaaa, andiamo a fare il fiume selvaggiooooo?” ” Certo amore, cosa sarà solo la quindicesima volta ?”
Per il resto, attenzione ai prezzi: se le tariffe del soggiorno possono essere abbastanza economiche in alcuni periodi e con delle buone promozioni, sul posto tutto è molto caro, soprattutto il supermercato. Bisogna quindi organizzarsi per portare tutto il necessario, dai sacchetti della spazzatura, al sapone piatti, pannolini etc. E se possibile prenotare con anticipo le attività per i bambini o per voi, perché i posti si riempiono in fretta.
Andando via, abbiamo fatto due cose: 1 – ci siamo detti che: certo non è la vacanza selvaggia on the road, nè quella culturale che abbiamo sempre amato, ma finché le bambine sono piccole e noi così stanchi ci siamo promessi di tornare 2 – siamo andati a controllare se dietro la foresta non ci fosse lo sfondo del cielo finto come in Truman Show.
By la Brune

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